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n.2/2011 “IN ATTESA DI UNA VERONICA”, un nuovo libro di Roberto Speciale

Pubblichiamo un articolo di Carlo Rognoni che uscirà prossimamente sulla rivista "Argomenti Umani" sul nuovo libro di Roberto Speciale "IN ATTESA DI UNA VERONICA"

Incominciamo dal titolo: “IN ATTESA DI UNA VERONICA”. Con la “v” maiuscola o minuscola? Chi conosce Roberto Speciale, che da una vita soffre del “mal della politica”, sa anche che ama scherzare, che ha un certo senso dell’umorismo. E magari chi compra il libro la prima cosa che gli viene in mente è che Veronica sia proprio quella lì, Veronica Lario, la moglie. In fondo è stata lei per prima ad avere il coraggio di chiedere agli amici del marito – per altro inutilmente – di darsi da fare per curare Silvio. Le sue manie sessuali, le sue morbosità e passioni per le giovanissime, avevano raggiunto livelli tali da far temere che fosse irrimediabilmente e gravemente malato.
Se poi dai un’occhiata al sommario verso la fine del libro c’è il titolo in stampatello di un capitoletto che ti conferma nei sospetti peggiori: “E’ NECESSARIA UNA VERONICA PER L’ITALIA E PER LA POLITICA”. Ora solo alla fine si scopre che quella che per un certo mondo di sinistra è diventata “una icona” non è la Veronica con la “v” maiuscola ma quella con la “v” minuscola. Scrive Speciale: “Penso al significato che viene dato a questa espressione nella corrida, per esempio, nella quale il torero tiene la cappa aperta con tutte e due le mani di fronte al toro e poi lo scarta, suscitando gli olé del pubblico.E si ha questa espressione anche nel calcio e nel tennis. Nel primo caso è una finta di corpo, che sbilancia e permette di superare l’avversario. Nel secondo caso è la capacità di colpire in modo vincente con una volata alta di rovescio. La politica e, in essa, la sinistra dovrebbe imparare a fare una veronica per dare un colpo vincente”.
Chissà che non ci stia riuscendo a Milano con Giuliano Pisapia! E magari anche a Napoli – con una veronica – perfino De Magistris è riuscito a spiazzare tutti. In fondo – come scrive Speciale – si tratta di “ricostruire una cultura politica che restituisca dignità alla società e allo Stato … quella che ci è capitata in Italia è una destra senza politica se non quella dei sondaggi, del vivere alla giornata, degli interessi personali. Ogni posizione può diventare il suo contrario in pochi giorni, in poche ore: da Gheddafi al nucleare, alla festa dell’Unità d’Italia. Vuole solo comandare ma non ricorda più perché, ha dimenticato i motivi e gli obiettivi”. E quel capitoletto si conclude con un augurio che è un po’ il senso e lo spirito con cui Speciale ha scritto questo libretto. “So bene che la necessità di fondo è trasmettere ai giovani una storia, un’identità, dei racconti ma anche una determinazione che permettano loro di reinventare la politica e la sinistra che sarà. Sono loro che la debbono disegnare e se vorranno terranno conto della parte migliore del passato. Lo facciano però, e presto”.
Speciale pensa ai giovani che nel sud del Mediterraneo hanno detto “basta. Questo non è il futuro che vogliamo! Vogliamo tre cose. Vogliamo essere liberi. Vogliamo poter vivere una vita normale. Vogliamo la pace. E’ chiedere troppo?”
I movimenti avvengono rapidamente, molto più che nel passato e sono in gran parte imprevedibili. Certo, “le nostre società sono più strutturate, sono composte di molte trincee e casematte, nel bene e nel male, più difficili da scavalcare e travolgere. Non ci si mette molto ad associare Gheddafi, Ben Alì, Mubarak, mummie africane autoritarie e corrotte, con le icone e i satrapi di casa nostra … la ribellione, la capacità di indignarsi non è tutto, lo sappiamo, e non garantisce il lieto fine ma è la scintilla necessaria per dire basta e tentare di iniziare una nuova storia anche in Europa e in Italia”.
Ora questo libro è molto di più e di diverso da un accorato richiamo alla buona politica. Questa parte se vogliamo è il frutto dell’insano “mal della politica” di cui Speciale è vittima e di cui la sua storia ne è una lunga e forte testimonianza: prima consigliere comunale di Genova, poi consigliere regionale della Liguria, poi segretario provinciale e regionale del Pci dalla fine del 1980 al 1989. Membro della Direzione nazionale quando la Direzione era davvero per pochi, Speciale è eletto per due legislature di fila, fino al 1999, al Parlamento europeo. Questa esperienza se la porta appresso nell’attività che svolge tutt’ora: ha dato vita al Centro in Europa e alla Fondazione Casa America, organizzazioni culturali di cui è presidente.
Più della sua biografia è la struttura del libro a far capire che cosa ci si può aspettare da “In attesa di una veronica – racconti tra America ed Europa”. In 154 pagine ci sono concentrati ben 40 capitoletti, più una premessa e un’appendice. Sembra fatto apposta, insomma, per convincerti a tenerlo sul comodino di fianco al letto e centellinarlo prima di addormentarti. Attenzione, però! Il rischio è che non ti addormenti proprio. Il rischio è di restare svegli fin quando non lo si è finito. E’ scritto bene. Ogni capitolo è a sé stante ma quando ne hai finito uno, ti viene la curiosità di leggere il successivo. E così via un capitolo dopo l’altro, come una caramella dopo l’altra.
Questo libro piacevole e che si legge senza fatica in realtà è più libri in uno: la prima parte sono pennellate, storie brevi di viaggi, che ti disvelano molti paesi dell’America Latina in maniera non scontata, non conformista, non prevedibile. In questi viaggi Speciale ci è andato vuoi come turista vuoi soprattutto come membro di una commissione del Parlamento europeo. E’ la parte del libro che a me piace di più: ci sono i colori, gli odori, le facce, i suoni. E bastano davvero pochissime pagine e ti sembra di cogliere lo spirito di Santo Domingo, dell’Ecuador, del Cile, del Perù … dell’Argentina, del Brasile … e poi un salto a casa Viera a Montevideo,
dove “un terrazzo molto stretto contorna tutto il piano. La vista è mozzafiato”. Nella casa regna il disordine totale … l’ospite “continua a parlare e ogni tanto si tuffa nel mare di carte e riemerge con una mappa o un libro antico scovati chissà come … è l’immagine della sua testa, pensiamo, affastellata di pensieri forse importanti, grandiosi, ma che può leggere solo lui. Questa è anche l’immagine dell’Uruguay oggi? Come il Palazzo Salvo, importante, sicuro, grandioso all’esterno apparentemente così denso di storia e di pensieri ma in decadenza all’interno e illeggibile?”
Se il giro dell’America Latina produce stimoli, curiosità, pensieri aperti e profondi, il ritorno in Italia si traduce in un malessere che attraversa le generazioni più giovani, le istituzioni, la politica. “Anche il vento non è più quello di una volta” . “Ora c’è la prova scientifica: una ricerca pubblicata su Natura geoscienze. Si dice che i venti sono rallentati soprattutto nell’emisfero settentrionale, in Europa principalmente … le conseguenze sono gravi … sarà sempre più difficile avere il vento in poppa, essere portati dal vento, perfino combattere contro i mulini a vento … non si possono più spiegare le bandiere al vento che, infatti, rimangono piegate in un cassetto. Non si potranno più ammirare i bersagliere con le penne al vento ne si può sperare che chi ha seminato vento  – e c’è stato, eccome se c’è stato – raccoglierà tempesta … “.
L’osservazione della natura serve a capire tanti accadimenti. Come quel calabrone che appare a gennaio sulle finestre della casa di Speciale sulle colline di Recco. “ Che cosa succede? Anche gli animali, gli insetti, sono confusi come gli uomini. Come alcune rondini che arrivano d’inverno, a gennaio, come altri uccelli primaverili che rimangono stanziali, non emigrano più o ritornano in anticipo e muoiono in massa. C’è più accentuato che nel passato, un cambio di abitudini, la ripetizione di fatti anomali. Non è l’Apocalisse, ma più concretamente, forse, uno scivolamento progressivo, un piano inclinato che si accentua”.
Verso la fine Roberto Speciale si confessa: “Ho scritto dei racconti. Mi sono raccontato ed ho cercato di fermare qualche immagine della realtà che ho conosciuto, del mondo che ho incontrato, così come mi è capitato di leggerlo, di vederlo … Non voglio esimermi però dal dire ciò che penso, per quello che può servire. La storia della sinistra in Italia è stata davvero una grande storia, a lungo. Poi è diventata una piccola storia. E oggi, purtroppo, sembra non avere storia”. E poi: “Ci si è ubriacati sulla fine delle ideologie in quanto tali e invece bisogna affermare che senza una visione del mondo non si dà vita a nessuna forza politica e a nessuna prospettiva. Il passato è stato rimosso invece di essere un luogo di rivisitazione e di riformulazione. E così tutto diventa passato, anche quello che si è appena consumato e tutto deve essere rimosso e dimenticato”.
Nel libro e nelle parole più dirette di Speciale non c’è nostalgia per il passato. C’è la consapevolezza semmai che non si sono fatti i conti con il passato. “Che cambiano i partiti ma i protagonisti sono quasi sempre gli stessi. Si formano partiti nuovi ma solo per mettere assieme gli stessi dirigenti, gli stessi eletti”. Già! Non si tratta di “rottamare” ma “il fatto che riappaiano ancora una volta sulla scena principale gli stessi che hanno già sbagliato molto è demoralizzante”.
Speciale ha ragione? In parte sicuramente. E tuttavia lui stesso in un capitoletto intitolato “la profezia” vuol cogliere lo spirito del tempo che cambia. Racconta di un episodio da lui vissuto in metropolitana a Genova. Un signore insulta platealmente Berlusconi e nessun interviene per controbattere. Anzi. “l’episodio dimostra che qualcosa sta cambiando negli umori profondi della popolazione. E’ una affermazione spericolata, quella di arrivare a questa conclusione partendo da un episodio marginale? Forse. … Forse c’è un diffuso “scoglionamento” per il governo e chi lo rappresenta”. E qui credo che Roberto Speciale abbia davvero ragione e le ultime elezioni amministrative sono un primo importantissimo segnale.

Carlo Rognoni

Un nuovo libro di Roberto Speciale
IN ATTESA DI UNA VERONICA
Racconti tra America ed Europa

IN ATTESA DI UNA VERONICA è appena stato pubblicato e, per ora, è disponibile nelle seguenti librerie:
(a Genova): Feltrinelli, All’Aperto (Ponte Monumentale), Assolibro (via S. Luca), Bozzi, Buenos Aires, Coop Sestri Ponente, Elledici, Libraccio, Porto Antico Libri, San Paolo, Tempo Libro (Palazzo della Borsa).
(in Riviera): Coop (Carasco), Ars Nova (Chiavari), La Zafra (Chiavari), Pane e Vino (Chiavari), San Paolo (Chiavari), Scientifica (Chiavari), Sambuceti (Lavagna), Zerega (Rapallo), KM2 (Recco), Libreria di Santa (Santa Margherita Ligure), Guerisoli (Sestri Levante), La Mia Libreria (Sarzana), Il Terzo Luogo (Sarzana)
(a La Spezia): Ricci, Contrappunto
(a Imperia): Libreria Dante, Mondadori, Libreria Orlich, Libreria Garibaldi (Sanremo)
(a Savona): Libreria Economica, Libreria Moderna, Libreria Moneta, Libreria Ubik

 
 
 
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