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N.2/2010 Unione Europea e immigrazione: un incontro al Centro In Europa

a cura di

Stefano Neive

collaboratore del Centro in Europa

Il Centro in Europa ha organizzato il seminario d’informazione e discussione “Unione Europea e Immigrazione” mercoledì 17 febbraio 2010 a Genova, presso il Salone di Villa Rosazza in piazza Dinegro. Lo scopo del seminario, introdotto dal direttore del Centro in Europa Carlotta Gualco, era quello di inquadrare la situazione italiana all’interno dello scenario europeo sul tema dell’immigrazione.

Dopo una introduzione di Stefano Zara, Anna Colombo, segretario generale del Gruppo S&D al Parlamento Europeo, ha presentato la situazione a livello europeo ripercorrendo l’evoluzione delle disposizioni in materia d’immigrazione, integrazione e diritto d’asilo. Nonostante ritardi nella legislazione sul diritto d’asilo e sulla gestione dei flussi migratori che rimangono competenza esclusiva dei singoli Stati membri, il Trattato di Lisbona offre significative novità. Con il Trattato l’Unione europea acquisisce personalità giuridica e può quindi aderire alla Convenzione europea sui diritti dell’uomo. Inoltre il Trattato dispone di nuove competenze in tema di immigrazione per l’Ue; ed è qui secondo Anna Colombo il punto politico principale: premere politicamente per favorire azioni comuni in materia di integrazione che prevalga esclusivamente l’aspetto della sicurezza.

Anna Colombo ha messo in rilievo due disposizioni dell’Unione europea che possono avere ripercussioni negative;

·         Direttiva rimpatri: uniformizza i respingimenti e le espulsioni in tutta Europa (con 18 mesi di detenzione nei CPT, e divieto di rientro per cinque anni per gli espulsi).

 

·         Carta Blu: per i lavoratori “altamente qualificati”, permesso di soggiorno per cinque anni e poi rientro nel proprio paese, favorendo così un’immigrazione circolare.

È poi intervenuta Alessandra Ballerini, avvocato specializzata in diritti umani e immigrazione che ha fatto il punto sulla situazione legislativa in Italia, costatando come lo Stato italiano in alcune sue azioni non rispetti la Costituzione e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Ha citato a riguardo alcune sentenze e l’esempio della mancanza di concessione d’asilo politico a ragazzi provenienti dall’Afghanistan da parte della Grecia e dell’Italia.

Ha poi spiegato le principali novità che apporta il cosiddetto “Pacchetto sicurezza” approvato in Italia nell’agosto del 2009, come il reintegro del reato d’oltraggio a pubblico ufficiale, e ha spiegato le conseguenze di alcune disposizioni che ostacolano chi non ha il permesso di soggiorno: ad esempio la perdita del permesso per l’immigrato che perde il posto di lavoro se non ne trova uno entro sei mesi. Queste disposizioni, ha aggiunto l’avvocato, ostacolano l’immigrazione, che è vissuta come un problema, e allontanano le possibilità d’integrazione.

Ultimo intervento è stato quello di Brando Benifei, responsabile nazionale Europa dei Giovani Democratici. Benifei ha analizzato l’aumento dei consensi dei partiti d’estrema destra in tutta Europa, frutto talvolta delle politiche incerte e delle visioni poco innovative dei partiti della sinistra europea e italiana sul tema dell’immigrazione. Ha, infine, evidenziato l’importanza dei giovani, che possono e devono essere il motore del cambiamento di mentalità della nostra società, insieme alle seconde generazioni degli immigrati.

Il seminario si è concluso con un dibattito, fra il pubblico e i relatori, sui problemi dei giovani immigrati, sulla laicità dello Stato e sullo sciopero del 1 marzo 2010.

 
 
 
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