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N.8/2009 L’Albania parte dell’Europa

 

 

Di Mariglen Caushllari

Collaboratore del Centro In Europa

 

L’Albania sta realizzando il percorso di adesione all’Unione europea, in stretto coordinamento con quest’ultima. Negli ultimi anni ha fatto registrare progressi più o meno ampi relativamente a tutti i criteri di adesione: democrazia, stato di diritto, economia. Queste sono le tappe già percorse:

12 giugno 2006: firma dell’Accordo di Stabilizzazione e Associazione, che è il primo passo che devono compiere i paesi europei non appartenenti all’Unione europea per poter entrare a farne parte. Si tratta di accordi bilaterali tra il paese richiedente e l’UE, che prevedono un processo graduale di avvicinamento su questioni politiche, economiche, commerciali e altro;

1 aprile 2009: entrata in vigore dell’Accordo di Stabilizzazione e Associazione;

28 aprile 2009: l’Albania si candida ufficialmente ad entrare nell’UE;

16 novembre 2009: l’UE accoglie la richiesta di adesione dell’Albania.

Per quanto riguarda la politica interna si sono tenute il 28 giugno 2009 le elezioni parlamentari. Prima delle elezioni, è stata modificata la legge elettorale, secondo un sistema proporzionale a livello regionale. I sondaggi di marzo e aprile 2009 mostravano una divisione a metà dell’opinione pubblica, con il Partito Democratico d’Albania, al governo, e il Partito Socialista d’Albania, all’opposizione, in sostanziale pareggio al 37%, mentre i partiti minori come il Movimento Socialista per l’Integrazione, il Movimento G99, il Partito dell’Unità per i Diritti Umani e il Partito Repubblicano d’Albania si attestavano su basse percentuali.

La delegazione dell’Unione europea a Tirana, diretta da Helmut Lohan, aveva affermato nel gennaio 2009 che l’elezione sarebbe stata considerata come un test per l’eventuale richiesta da parte dell’Albania di accedere all’UE, richiesta che è stata poi effettivamente presentata in aprile.

Il giorno dopo la chiusura dei seggi i responsabili dei 400 osservatori internazionali  hanno espresso una valutazione che sottolinea i progressi nella normativa, nelle procedure e nello svolgimento delle elezioni, senza gravi irregolarità.

Le due coalizioni maggiori sono risultate in sostanziale parità nei voti, con un lieve vantaggio nei seggi per il PD (la destra). In ciascuna delle coalizioni domina il partito principale, mentre i partiti minori perdono voti rispetto al 2005. Nessuna coalizione ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi, ma una terza forza politica, il Movimento Socialista per l’Integrazione (LSI), piccolo partito della sinistra, ha garantito alla coalizione di destra i seggi necessari, dichiarando la sua disponibilità a far parte di un governo che si proponga quale obiettivo prioritario  l’ingresso nell’UE.

I piccoli partiti non appartenenti alle due grandi coalizioni avevano espresso perplessità sulla proposta di nuova legge elettorale e sulla correttezza delle procedure elettorali, reclamando più trasparenza. Le proteste di queste forze politiche (incluso il già citato LSI) – culminate con uno sciopero della fame all’interno del parlamento – non avevano però impedito la successiva approvazione di quella legge.

Attualmente i lavori parlamentari sono sospesi e l’opposizione intende aprire un’ indagine per presunte irregolarità, accusando di incostituzionalità il Governo guidato da Sali Berisha . Diversi organi dell’UE hanno rivolto critiche tanto alla maggioranza quanto all’opposizione. Il bene del Paese richiederebbe ragionevolezza e collaborazione fra queste forze.

La generalità del popolo albanese resta ottimista e aspira all’integrazione nell’Unione europea.  Si sta entrando nel 2010 e ci si augura che i politici albanesi, ricordandosi di essere non solo eletti del popolo, ma anche eletti per il popolo, realizzino finalmente un’effettiva collaborazione fra  governo e Parlamento per raggiungere quel traguardo. 

 
 
 
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