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Appello alle istituzioni e ai candidati alle elezioni europee

Il 9 maggio, Festa dell’Europa, il Centro in Europa ha organizzato un incontro pubblico, molto partecipato, per collegare il tema attualissimo della presenza degli immigrati in Italia all’iniziativa necessaria a livello europeo. Studenti, insegnanti, cittadini hanno ascoltato la testimonianza di alcuni « stranieri » in Italia ed hanno condiviso la necessità di far vivere i valori fondamentali della nostra Costituzione e dell’Unione Europea.

Nel nostro Paese sono almeno 5 milioni gli stranieri residenti inseriti nei settori dell’agricoltura, dell’industria, dell’edilizia, dei servizi e sono essenziali per far funzionare la nostra economia e per garantire la sopravvivenza di molte delle nostre famiglie.

È necessario riconoscere e valorizzare questa presenza e promuovere una politica di accoglienza e di integrazione nel rispetto dell’identità e della dignità di tutte le persone.

Ora basta con i muri che si tenta di erigere nei loro confronti, negando o rendendo difficili i permessi di soggiorno, vietando la loro partecipazione al voto alle elezioni amministrative, impedendo di fatto l’acquisizione, per chi lo desidera, della cittadinanza italiana. Il nostro Paese ha una normativa e una pratica burocratica in gran parte assurde che negano i diritti essenziali, tengono milioni di persone separate e in condizione di instabilità, impedendo la piena partecipazione e quindi la responsabilizzazione e l’assunzione dei doveri.

Ora basta con i tentativi continui di molte forze politiche e di rappresentanti del governo di minacciare ritorsioni e denunce da parte dei medici o dei presidi o non si sa quanti altri ci si inventerà ancora.

È una politica ingiusta ed anche sciocca perché molti di quegli « stranieri » sono nati in Italia o vivono, studiano, lavorano qui da moltissimi anni e il nostro interesse è che diventino i nostri nuovi cittadini e facciano parte attiva della nostra comunità. È questo il modo migliore di attuare una seria politica di sicurezza. Invece si tenta da parte di molti di alimentare la paura e di strumentalizzarla a fini elettorali e di negare l’evidenza, e cioè che l’Italia, come altri Paesi europei, è già una realtà multiculturale e multietnica alla quale bisogna saper far corrispondere una politica intelligente e adatta alla situazione, nuova e più avanzata.

È il momento di indire una grande campagna di civiltà, di fare dell’integrazione dei 5 milioni di « stranieri » in Italia una grande battaglia di civiltà e di libertà, se non vogliamo che l’Italia degradi dal punto di vista culturale, etico, economico e politico.

È il momento di una grande alleanza tra immigrati ed italiani, tra associazioni della società civile ed istituzioni pubbliche, tra organizzazioni laiche e religiose, perché cessi la vergogna d’una normativa arretrata e di comportamenti e dichiarazioni politiche rozze, volgari, che incitano al disprezzo e all’odio.

La difesa dello Stato contro i reati e la criminalità si esercita, in uno Stato di diritto, nei confronti di chiunque, indipendentemente dal colore e dall’origine nazionale. Questo è evidente a tutti e non può essere un alibi per mettere sotto accusa 5 milioni di persone.

E d’altra parte il contrasto alle frontiere dell’immigrazione clandestina deve essere fatto nel rispetto delle convenzioni internazionali e attraverso accordi con tutti i Paesi di provenienza.

Vi chiediamo, in questi giorni, di far vivere questo tema in un grande dibattito pubblico, di impegnarvi a dire parole chiare su tale questione e di dar vita a proposte, iniziative e ad atti amministrativi coerenti.

Noi, e penso moltissimi di voi, non vogliamo vivere in un Paese razzista, contemporaneamente feroce e stupido. La storia ci ha insegnato che quando ci si propone e si ottiene di colpire e di discriminare le minoranze questo è solo il primo passo e subito dopo ci si rivolge contro la maggioranza e contro ognuno di noi, mettendo in discussione i valori fondamentali della convivenza e della stessa democrazia.

Noi non siamo disponibili ad accettare questa situazione. E voi?

Le elezioni al Parlamento europeo sono l’occasione per far sentire forte e chiara la voce di chi la pensa in questo modo, in ogni forza politica e schieramento, per essere veramente europei e per sbarrare la strada ai cattivi governanti, ai pessimi politici, ai mestatori di paura e di odio, a chi vorrebbe un Paese rassegnato e disposto a subire ogni ingiustizia.

Per sottoscrivere l’appello è sufficiente inviare una e-mail a ineuropa@centroineuropa.it con il vostro nominativo e la conferma di sottoscrizione.

 
 
 
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