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N.3/2010 Ripartire dalla Costituzione nello spirito dell’Europa

di Lorenzo Basso

Nel momento in cui soffia forte il vento dell’antipolitica e l’astensione potrebbe diventare il primo partito italiano, nei giorni in cui il clima politico si avvelena e i cittadini dimostrano stanchezza, disillusione e una pericolosa tendenza ad accomunare tutti i partiti e tutti gli uomini politici sotto un’unica cappa di sfiducia, diventa fondamentale riaffermare il bisogno di politica e di una politica “altra” rispetto a quella – chiassosa e inconcludente – cui assistiamo spesso.

Al Paese serve una politica diversa, fatta da donne e uomini che, in primo luogo, sappiano farsi interpreti dei tanti italiani che sono stanchi di vivere nella Repubblica della furbizia. E’ la questione morale che aspetta da decenni di essere risolta. Competenza, capacità e determinazione non possono riaccendere le speranze dei cittadini, se la classe politica non sa dare risposte alla pressante esigenza di trasparenza e onestà che si leva da chi, ogni giorno, cerca di vivere rispettando le regole.

E’ quindi tempo di costruire un’altra Italia, in cui la logica del fare, l’etica del lavoro e della solidarietà si accompagnino ad un agire politico improntato ad una grande sobrietà.

Viviamo tempi difficili, in cui aumentano le disparità sociali e intere generazioni vivono nell’insicurezza. Le sfide di questi tempi richiedono risposte che i singoli paesi non possono dare e che solo l’Europa può fornire, ritrovando il coraggio e lo spirito del Trattato di Roma.

Per ritrovarlo possiamo ripartire dalla nostra Costituzione. Un testo attualissimo ed essenziale, ma al tempo stesso completo nell’affermare i diritti individuali e il ruolo dello Stato nel promuoverne la piena realizzazione. Dalla Carta Fondamentale la politica deve imparare a mettere nuovamente al centro della sua azione la persona e la solidarietà fra persone.

Certamente il Governo attuale non si sta impegnando – né potrebbe farlo – per vincere questa sfida. Non può farlo perché è animato da una visione distorta della libertà, in cui il singolo prevale sulla collettività e il successo personale si afferma a scapito degli altri. L’insofferenza per le regole e per l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge altro non è che lo specchio di una politica in cui il consenso offre una legittimazione assoluta.

Sulla questione morale il Partito Democratico rivendica una diversità di fondo dal centrodestra. Non perché ci riteniamo migliori o immacolati. La differenza sta nella reazione che il Partito Democratico ha dimostrato di saper dare nei confronti di chi non si dimostra degno di rappresentare i cittadini. In Liguria abbiamo presentato liste pulite, pur nel rispetto della presunzione di innocenza, perché chi è stato toccato dalle inchieste ha saputo fare un passo indietro.

Il Partito Democratico vuole farsi interprete dell’Italia che crede nei valori della Costituzione e nel rispetto delle regole che Essa ha posto, anche all’esercizio della sovranità popolare. Con la consapevolezza che il futuro viene da lontano – da chi ha combattuto per restituirci la libertà e da chi poi ha lottato per affermare i diritti sociali in Italia – il Pd si impegna a portare nella sua politica sobrietà e generosità, per superare questi tempi difficili ripartendo dai valori sui quali è scritta la nostra Costituzione, gli stessi su cui si fonda il grande progetto dell’unità europea.

Marzo 2010

 

 
 
 
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